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Pippi De Dominicis
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Figurine elettorali

1899 - giugno - Il cavallinese Pippi De Dominicis compone, quasi di getto, alcuni gustosi bozzetti di contenuto politico elettoralistico in occasione delle elezioni amministrative di Lecce, in cui a consiglieri comunali risulteranno poi rieletti i candidati del Partito Democratico, e alla carica di Sindaco sarà riconfermato Giuseppe Pellegrino.



Intru la putea

Lu democratecu - Mentre l'ostessa mèscia Nnina riempie il boccale di vino e prepara i bicchieri, gli avventori seguono la lettura del giornale Corriere Meridionale, in cui sono elencate le opere pubbliche realizzate dall'Amministrazione uscente: il mercato coperto, la rete tranviaria, la nuova stazione ferroviaria, l'acquedotto cittadino. Per questo, dunque, c'è la quasi certezza che i meritevoli vecchi amministratori saranno confermati. E scherzosamente agli avversari viene rivolto un brindisi:

- E bu nd'iti ppigghiare sale ingrese
quandu etiti cce bellu risultatu!

Lu prucressista - Ho capito dove vuoi andare a parare. D'accordo, tutte opere buone. Però farle tutte insieme significa dissanguare con le tasse i leccesi. Se io ho cento lire, ce la faccio a mangiare, a comprare pure un vestitino a mio figlio; ma posso fabbricarmi anche un palazzo? Ecco perché le intraprese di voi democratici sono intempestive.

- Caru cumpagnu, quiste su' ppaccei!


Don Gaitanu (Gaetano Brunetti, rivale di Giuseppe Pellegrino)

Sangu de la malota…, mannàggia la matosca…, quel fetente deve votare per me, che ancora conto qualcosa nel Consiglio Provinciale. Sangu de la brasçiola…, corpu de la malumbra…, quel fetente ce l'ho ancora in pugno, e se non vota la mia lista, pe Gesunofiu te l'acconciu iu!

(Barattieri) - Il generale Barattieri, quando constatò che le operazioni di guerra in Africa si mettevano male per l'Italia, cercò la salvezza nella ritirata. Allo stesso modo don Gaetano Brunetti, appena si rese conto che il suo rivale Giuseppe Pellegrino stava per vincere le elezioni, lasciò la città e si ritirò nel suo villino di campagna, allu casinu.

E ssutta se mentìu lu carruzzinu
e de botta de Lecce sçiu scappau
cu sse a ppìgghia la purga allu casinu.

(l'effettu) - La purga d'olio di ricino procurò un tale scombussolamento viscerale che don Gaetano dovette fronteggiare un'indomabile dissenteria. Due medici di grido si prodigarono per guarirlo, ma invano. E poiché la diarrea prendeva per le lunghe… don Gaetano fu abbandonato persino dai suoi consiglieri provinciali.



Allu Circulu Prugressista

I componenti lo stato maggiore dei Progressisti leccesi erano riuniti nella sede del palazzo Donateo, e nel Circolo si respirava l'aria della sconfitta: don Gaetano deluso aveva lo sguardo inebetito fisso nel vuoto, don Ciccio Falco stralunato si teneva la testa tra le mani, Donato Raimondo rimbambito guardava le spire di fumo della sua pipa, Pietro Trinchera sconsolato si lisciava i baffi.

D'accordo, i democratici hanno avuto la maggioranza dei consensi dei cittadini leccesi; però consoliamoci, pensando che per noi hanno votato soltanto le persone dotate di cervello. Comunque, è stata colpa di Raimondo, che giurava sulla nostra vittoria, ed è stata anche colpa nostra, che ci siamo illusi dando retta alle sue ciance;

ca se nu n'isse dittu: "sine, encimu"
cce binci e binci, capure de… centre!


Le fìmmene

Comare mia, sarebbe stata una birbonata se Pellegrino fosse stato battuto alle elezioni. Noi donne abbiamo votato per lui. Io personalmente per lui ho acceso una lampada alla Madonna, comare Peppina ha distribuito ai poveri tanti panini di S. Antonio…, e S. Antonio ci ha fatto la grazia.

È nnu sindecu ca se face amare
de tutti li Leccesi… e bè ngraziatu!


Do Rrafeli Castrignanò

Io sono un giornalista valentissimo e il mio giornale Unione Pugliese vende più di tremila copie a numero. Quando appoggio un Partito, questo per forza deve vincere.

Lu Sindecu t'ha bintu, ma percé?
pe ll'articuli mei ca t'àggiu scrittu
contru la Ditta Brunetti-Lo Re!


Li Pulimbi (i lustrascarpe, i lecchini)

Don Vincenzo De Filippi è passato al Partito Progressista ed ha accettato di distribuire e diffondere i giornali fiancheggiatori La Lotta e Il Salento.

Prèsçiate ca hai lu mbuccu, pagnuttista!


Lettera de nn'operaiu (a Don Cìcciu Francu, del Partito Democratico, ex operaio ed ora orologiaio)

Caro don Ciccio, poiché tu sei un campione di democrazia, i Progressisti si sono prodigati affinché tu non fossi eletto consigliere. Noi operai ti abbiamo sostenuto e votato perché tu, ex operaio, sei rimasto onesto. Non ti curare dei tuoi avversari,

làssali sçire e, senza cu lli curi,
ìndite li tarloci e cramatinu
àprite na putea de scurcialuri!


Li Prèiti

I Progressisti si sono arrabbiati quando hanno intuito che il clero cittadino sosteneva Giuseppe Pellegrino. Il Vescovo stesso, mons. Trama, lo aveva raccomandato a parroci e a sacerdoti, perché Pellegrino è

amante de lu bene…, nnamuratu
de la cità…


Li uagnuni

Ieri sera anche noi giovani facemmo in piazza una grande manifestazione per la vittoria del sindaco Giuseppe Pellegrino. La dimostrazione fu tanto entusiastica e rumorosa che

na uardia ni decìa: "Le mamme osce!"
n'àutru retaa: "Ma uarda sti mbucati!"
nu Signurinu me chiamau "Gravosce!" (monellaccio)



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