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Pippi De Dominicis
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Cenni biografici

1901 - Il concittadino Giuseppe De Dominicis suggerisce agli Amministratori comunali di Cavallino di intitolare le vecchie strade te la còrnula, te li culummi, te li purcili, te lu Calò, te li cuti, te lu Tutu, con i nomi di personaggi storici cavallinesi: la marchesa Beatrice Acquaviva, il teologo fra' Paolo Castromediano, il latinista Andrea d'Andrea, l'orientalista Oronzo De Rinaldis dell'Aquila, il giureconsulto Giuseppe De Rinaldis. La richiesta non viene accolta, con vivo disappunto del Capitano Black. Soltanto nel 1922 il Sindaco Raffaele Totaro Fila, il cavaliere, intitolerà le vie interne del paese: Corso Re Umberto I°, Via Regina Margherita di Savoia, Via Re Vittorio Emanuele III, Via Principe di Piemonte, Via Giuseppe Garibaldi, Via Camillo Benso conte di Cavour, Via Roma.

1902 - febbraio - Il De Dominicis attribuisce all'iniziativa personale del Sindaco l'abbattimento della porta Caracciolo o porta Lecce, costruita nel 1656 dal marchese Domenico Ascanio Castromediano per impedire il libero accesso in paese ai sospetti ammalati di peste. La decisione, in verità, è suggerita dalla richiesta della maggioranza della popolazione cavallinese, secondo la quale quell'inutile arco, stretto e malandato, costituisce ormai un fastidio al transito frequente dei veicoli.

Il Sindaco e la Giunta, nella seduta del 15 marzo 1902, approvano l'esecuzione del progetto e i concittadini Eduardo Casetti, Pippi De Dominicis ed altri protestano a viva voce in piazza. Peppino sull'argomento scrive anche un articolo di aspra critica contro gli Amministratori, e fa pubblicare la protesta sul giornale "Corriere Meridionale" di Lecce.

Il Sindaco avv. Antonio Totaro Fila non presta attenzione al vibrante appello dei cavallinesi, tutti del partito avverso, e il 12 aprile 1902 convoca il Consiglio Comunale «nelle persone dei Consiglieri Sigg.: 1-Totaro Aprile Raffaele, 2-Ciccarese Emilio, 3-Arigliani Ernesto, 4-Zilli Vincenzo, 5-Totaro Fila Domenico, 6-Baldassarre Vincenzo, 7-Forcignanò Alessandro, 8-Giannone Pasquale, 9-De Giorgi Federico, 10-Ciccarese Eduardo, 11-Garrisi Pasquale, 12-Mansi Girolamo = Assente il Consigliere Rizzo Giosuè = … Messo a partito l'ordine del giorno del Presidente per appello nominale il Consiglio, con voti Dieci contro Tre contrari, approva la cennata deliberazione presa d'urgenza dalla Giunta Municipale relativa all'abbattimento della porta.»

1902 - Giuseppe De Dominicis partecipa alle manifestazioni culturali appositamente per lui organizzate a Lecce nel teatro Paisiello, nell'aula magna del Regio Liceo, nella sala Dante dell'Istituto Tecnico. Egli declama le sue poesie con voce calda e sonora e con tono appropriato ed efficace, suscitando ogni volta entusiastici consensi e accrescendo sempre più la sua notorietà di apprezzato e ammirato poeta vernacolare.

Il 7 maggio 1902, dietro invito ufficiale da parte dell'Amministrazione comunale di Taranto, il poeta recita i suoi versi nella sala consiliare del Municipio. Il giorno successivo, il Sindaco di Taranto avv. De Nicola spedisce al Sindaco di Cavallino avv. Totaro Fila il seguente telegramma: "Colto numerosissimo uditorio plaudente sublimi versi Capitano Black esprime mio mezzo V. S. ammirazione altissimo vostro concittadino".

Nell'editoriale del giornale tarantino "La Palestra" si legge che il Capitano Black compone e recita «versi di tutti i metri con una varietà inarrivabile, adattata splendidamente al dialetto leccese, da lui plasmato, acconciato, piegato alle più strane necessità della rima»; in un secondo articolo, il redattore Fra Gaudenzio chiama l'autore-dicitore «il mago dei poeti dialettali leccesi»; e in un altro articolo il recensore dice: «La lettura di quei versi suscita delirii ed entusiasmi indescrivibili, intensi, nuovi, delizie e frenesie».

Dopo la prima manifestazione, a Taranto viene organizzata una seconda accademia, con ingresso a pagamento, e questa volta il ricavo è devoluto come compenso al poeta-declamatore.

Il De Dominicis, nel tornare da Taranto a Lecce, inesperto e distratto monta sul convoglio ferroviario fermo in stazione. Dopo qualche ora di viaggio, ad una fermata ode una voce che annunzia: "Metaponto! Chi scende?", si sporge dal finestrino e legge la scritta METAPONTO. Solo allora si rende conto di aver viaggiato con il treno delle Calabrie e, quindi, torna a Taranto, appena in tempo per salire sul treno giusto per Lecce.

1902 - luglio - Nelle elezioni comunali Giuseppe De Dominicis si presenta candidato a Consigliere nella lista dei "signuri", ma non risulta eletto perché è superato per pochi voti dal compaesano Angiolino Forcignanò, sordo e alquanto muto, possidente; Peppino inoltra ricorso contro l'eleggibilità dell'avversario, ma la Giunta Provinciale respinge il reclamo. Dopo questa esperienza negativa Pippi De Dominicis non parteciperà più di persona alla politica attiva.




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